Tackk

Non vuole essere solo un tutorial perché è importante capire come utilizzarlo. Ogni strumento rientra in una logica didattica. L’ho pensato in funzione delle attività di Flipped Classroom

 

 

La storia nel selfie

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Roberto Maragliano

Chi fa selfie e chi dice le peggio cose a proposito di chi fa selfie. Sembrerebbe non esserci una terza via, al di là di quella battuta dal consumista e dell’altra praticata dal moralista.

Eppure c’è, una via diversa, e ho cercato di individuarne alcune tracce in precedenti post: Autoeducarsi al selfie. La pedagogia e Educarsi nel digitale.

Ora si tratta di aggiungere ulteriori elementi di riflessione e di indagine che siano utili a chi, correttamente, si pone il problema di comprendere il significato di quel che fa o vede altri fare. Fermo restando che un simile approccio lo si dovrebbe adottare sempre, o quasi sempre, se ci si occupa di questioni educative: l’approccio, chiarisco, che fa cogliere nei fenomeni di massa la risposta ad un corposo bisogno o comunque ad un corposo significato altrimenti inespressi, e che, conseguentemente, fa rifiutare il marchingegno interpretativo secondo il quale non solo la risposta, ma la stessa domanda sarebbe totalmente indotta dall’esterno…

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LO STILE DEI SELFIES

INDAGINE SULLO STILE DEI SELFIES

Rapporto su cinque città internazionali (Bangkok, Berlino, Mosca, New York, S. Paulo)

 

“How can history of photography help to better understand selfies phenomena? How can we approach theoretically social media images in general?”

http://selfiecity.net/#intro

selfiecity

I documenti allegati in .pdf per approfondire

http://d25rsf93iwlmgu.cloudfront.net/downloads/Tifentale_Alise_Selfiecity.pdf

http://d25rsf93iwlmgu.cloudfront.net/downloads/Nadav_Hochman_selfiecity.pdf

http://d25rsf93iwlmgu.cloudfront.net/downloads/Liz_Losh_BeyondBiometrics.pdf